Progetto Alzheimer2021-01-25T11:12:27+00:00
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Progetto Alzheimer – Un aiuto per l’assistenza domiciliare

Nel 2006 Livio Garzanti, diventato sensibile ai problemi della vecchiaia, volle un impegno più deciso e visibile della sua Fondazione a favore di anziani resi invalidi dal declino della memoria e da disturbi del comportamento.

Nacque allora il Progetto Alzheimer col proposito di assistere a casa loro alcune persone indementite, non autosufficienti e povere della provincia di Milano, e nello stesso tempo promuovere l’inserimento sociale e la qualificazione professionale dei loro badanti.

Il Progetto fu messo a punto dal neurologo Orso Bugiani coi geriatri Riccardo Castoldi, Antonio Guaita, Cinzia Negri Chinaglia e Pietro Scalisi, ed è operativo dal 2009 grazie all’aiuto delle psicologhe Eleonora Martini e Ilaria Bizzozero, e al lavoro di coordinazione della dottoressa Anna Tomasina.

Hai un malato Alzheimer in famiglia, vuoi assisterlo a casa ma non ce la fai?

Presenta la domanda coi documenti richiesti. Ti rispondiamo entro 30 giorni!

Telefona allo 02 45475946 o al 373 7048173 o scrivi a info@fondazioneravasi-garzanti.org

Richiedi il contributo

La Fondazione offre aiuto economico, psicologico e organizzativo

L’aiuto economico è un contributo per famiglie povere residenti nella provincia di Milano, vincolato allo stipendio di un badante assunto regolarmente. Il contributo è assegnato in base alla condizione di povertà dell’ammalato e della sua famiglia, compresi i figli già autonomi. L’ammontare è calcolato sulle ore lavorate, non meno di 30 la settimana, detratti i benefici sociali riconosciuti all’ammalato, e aggiunti tutti gli oneri di legge, la tredicesima, gli straordinari autorizzati, le ferie, e il trattamento di fine rapporto del badante.

L’aiuto psicologico è l’assistenza di uno psicologo, che consiste in visite periodiche a casa e colloqui coi familiari e coi badanti.

L’aiuto organizzativo è quello di una persona che ti ascolta, ti informa e ti aiuta a ottenere il contributo e a risolvere i problemi dell’assistenza, mettendoti nelle condizioni di utilizzare tutte le iniziative che affiancano l’aiuto economico e psicologico del Progetto: visite mediche, igiene del tuo congiunto ammalato, sostituzione del badante andato in ferie, nomina dell’amministratore di sostegno, consulenza amministrativa e fiscale per il contratto di lavoro del tuo badante e per la sua dichiarazione dei redditi.

Servizi del Progetto Alzheimer – Per migliorare la qualità di vita

Oltre al contributo per lo stipendio il Progetto Alzheimer mette a disposizione delle famiglie e dei badanti i seguenti servizi:

Segreteria – La responsabile della segreteria è una delle figure centrali del Progetto perché rappresenta il primo tramite fra le famiglie degli ammalati, i badanti e il Progetto Alzheimer. Risponde a tutte le richieste di informazione, riceve e riordina le domande di contributo verificandone la completezza, guida i parenti e i badanti verso la soluzione dei problemi dell’assistenza, coordina la sottoscrizione degli accordi e le richieste d’intervento rendendo poi fruibili i servizi, è responsabile dell’archivio e del database, cura la promozione e la diffusione del Progetto e i rapporti con enti e associazioni affini.

Il sostegno psicologico – La psicologa è l’altra figura centrale perché ha il compito di aiutare le famiglie degli ammalati e i badanti nell’organizzare l’assistenza, anche affrontando i problemi della convivenza e della qualità dell’assistenza, se ve ne sono. La sua attività si articola su due livelli: visite al domicilio dell’ammalato almeno una volta al mese, e colloqui individuali presso la sede della Fondazione su richiesta dei badanti o dei parenti. Inoltre, la psicologa promuove con la Segretaria incontri collettivi fra badanti e fra parenti.

L’assistenza medica integrativa – Utile per affrontare a domicilio piccole patologie che non giustificano un ricovero in ospedale o una visita ambulatoriale, ma possono rappresentare un carico gravoso per il medico dell’ammalato. È fornita su richiesta dei familiari, avutane l’autorizzazione dal medico dell’ammalato una volta per tutte. Il servizio nasce dalla collaborazione della Fondazione con Medici Volontari Italiani Onlus. I Medici Volontari intervengono gratuitamente per problemi di cuore, polmoni, addome e apparato urogenitale, ossa e articolazioni, occhi, orecchi, naso, gola, bocca, denti, pelle e decubiti.

Altri servizi

  1. Sostituzione del badante fino a 4 ore al mese per l’aggiornamento professionale, l’integrazione sociale e lo studio dell’italiano.
  2. Aiuto saltuario a domicilio per l’igiene dei pazienti.
  3. Consulenza di un avvocato per la nomina dell’amministratore di sostegno.
  4. Consulenza amministrativa di ACLI per la gestione della busta-paga e del rapporto di lavoro.
  5. Consulenza fiscale di Magnolia Società Cooperativa per la dichiarazione dei redditi dei badanti.
  6. Sostituzione del badante quando va in ferie (Scarica Pdf).
Il reddito dei figli non conviventi fa cumulo con il reddito famigliare?2020-12-01T22:22:39+00:00

Il Progetto si è dato la regola che i figli già usciti dal nucleo familiare dell’ammalato seguitano a farne parte di fronte al bisogno del loro genitore. In questo caso, il Progetto interviene se il loro reddito non supera i 16.500 euro, ma è disposto a intervenire, seppure in misura da concordare, anche quando esso è compreso fra 16.500 e 30.000 euro.

Per quante ore deve essere assunto il badante?2020-12-01T22:24:02+00:00

Il Progetto vuole dare all’assistenza una ragionevole continuità quotidiana e favorire l’integrazione fra famiglia e badante per questa ragione il contratto lavorativo del badante non deve essere inferiore alle 30 ore settimanali.

Qual è il contratto di lavoro del badante?2020-12-01T22:24:08+00:00

Riferimento è il livello CS, mansione “assistente non formato a persona non autosufficiente”. Assumendo il badante, il datore di lavoro si impegna, fra l’altro, a tener conto delle peculiarità del suo lavoro. Queste escludono attività non assistenziali se non quelle, comunque non prioritarie, suggerite dalla convivenza. Inoltre, devono essere garantite condizioni di lavoro (inclusa l’indicazione esplicita dell’orario) atte a rendere più agevole l’attività assistenziale del badante e a garantirne il benessere fisico e psicologico.

Come si calcola il contributo?2020-12-01T22:24:13+00:00

L’ammontare del contributo è pari al salario minimo sindacale previsto dal contratto di lavoro, in relazione alle ore lavorate ogni settimana e in ragione d’anno solare, o in proporzione per periodi minori. Viene detratto l’importo dei titoli sociali e dell’assegno di accompagnamento, se goduti, e sono aggiunti gli oneri previdenziali e contributivi di legge ed anche quanto è dovuto per il lavoro straordinario autorizzato dal Progetto e per la tredicesima. Inoltre, la Fondazione accantona quanto maturato per il trattamento di fine rapporto, che è in parte disponibile in anticipo su richiesta del dipendente.

Cos’è la demenza2021-01-18T13:01:00+00:00

È l’invalidità dovuta alla perdita delle funzioni dell’intelletto che consentono a ciascuno di noi di essere autonomo e indipendente per far fronte alla vita. La demenza è provocata soprattutto dalla malattia di Alzheimer, ma la causano anche molte altre affezioni degenerative del cervello, e l’ictus, i tumori cerebrali, le encefaliti, i traumi cranici, eccetera. Perciò, nonostante si richiami alla malattia di Alzheimer, il Progetto prescinde dalla malattia responsabile della demenza ed è destinato a tutti gli ammalati di demenza avanzata.

A chi si rivolge il progetto Alzheimer?2020-12-01T22:23:44+00:00

Il progetto Alzheimer si rivolge esclusivamente agli ammalati gravi. Gli ammalati gravi sono quelli diventati così invalidi da aver bisogno di essere assistiti in tutto e per tutto. Per la misura dell’invalidità, il Progetto considera bisognosi di assistenza gli ammalati incapaci di superare la soglia di 67 punti su 100 del test MODA (Milan Overall Dementia Assessment), e tenendo conto dei risultati delle scale IADL e BADL.

Quale reddito deve avere una famiglia?2020-12-01T22:23:56+00:00

Il Progetto è destinato alle famiglie con un reddito annuale inferiore a 16.500 euro certificato dall’ISEE ordinario.

Perché si chiede il riconoscimento dell’invalidità civile?2020-12-01T22:23:35+00:00

Perché esso prova lo stato di malattia e di bisogno.

Il rinnovo annuale del contributo è automatico?2020-12-01T22:24:16+00:00

No. E’ subordinato alle verifiche del reddito e dell’efficacia dell’assistenza domiciliare.

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I partner che ci affiancano nel Progetto Alzheimer

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